La possibile estensione della rottamazione quinquies ai debiti locali ha già acceso l’interesse di molti contribuenti, soprattutto di chi si porta dietro vecchie pendenze con il Comune per Imu, Tari o multe. Il via libera del Ministero dell’Economia agli emendamenti del decreto fiscale, però, non significa che scatterà tutto in automatico. Un punto, intanto, è chiaro: se la norma sarà confermata, non tutti i debiti verso gli enti locali potranno essere chiusi in forma agevolata. A fare la differenza saranno tre elementi: quando il carico è stato affidato alla riscossione, che tipo di debito è e, soprattutto, chi lo sta riscuotendo davvero. È su questo che si capirà chi potrà aderire e chi, invece, resterà fuori.
Dal 2000 al 2023: il perimetro temporale dei carichi ammessi
Il primo paletto riguarda gli anni. L’ipotesi allo studio comprende i carichi affidati dagli enti locali all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La finestra è ampia e, se resterà questa, potrebbe far rientrare anche debiti molto vecchi, persino di oltre vent’anni. Ma c’è un punto da non perdere di vista: non conta l’anno a cui si riferisce il tributo o la sanzione, conta la data in cui il carico è stato affidato alla riscossione. È questo il passaggio tecnico decisivo. Per chi negli anni ha ricevuto cartelle o avvisi, potrebbe voler dire la possibilità di chiudere una posizione ormai appesantita da interessi e maggiorazioni, ma solo se quel debito è entrato nel circuito di riscossione previsto dalla norma. Se la misura entrerà in vigore nella forma attesa, seguirà la logica già vista per la rottamazione statale: si paga il capitale e le spese, con un taglio delle componenti accessorie.
Imu, Tari, Tasi, imposta di soggiorno e canoni: l’elenco delle entrate coinvolte
Nel perimetro non ci sarebbero solo i tributi locali più noti. L’elenco comprende Imu, Tari, Tasi e imposta di soggiorno, ma anche altre entrate comunali che spesso passano in secondo piano finché non arrivano gli atti di riscossione. Per esempio, rientrerebbero i canoni per l’occupazione di suolo pubblico, le imposte sulla pubblicità e diverse entrate patrimoniali, come locazioni di immobili comunali, concessioni di aree e alcuni corrispettivi per servizi locali, compresi quelli scolastici o sportivi. A questo si aggiungono anche le multe stradali della polizia municipale, ma con una regola diversa: non viene cancellato l’importo della multa, mentre possono essere azzerati o ridotti interessi, maggiorazioni e altri oneri accumulati nel tempo. Per tributi come Imu o Tari, invece, il vantaggio sarebbe più netto, perché la definizione agevolata punterebbe a tagliare sanzioni e interessi, lasciando da versare la somma originaria. Ed è qui che la misura può pesare davvero: molte posizioni diventano difficili da chiudere non tanto per il debito iniziale, quanto per tutto quello che si è sommato dopo.
Il requisito decisivo dell’affidamento ad Ader e i casi esclusi
Il punto che farà davvero la differenza è uno: il debito deve essere stato affidato ad Ader, cioè all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se invece il Comune ha gestito il recupero in proprio oppure si è rivolto a un concessionario diverso, quella posizione potrebbe restare fuori dalla rottamazione quinquies nazionale applicata agli enti locali. È un dettaglio tecnico, ma decisivo, perché evita l’equivoco più frequente: avere un arretrato con il Comune non significa automaticamente poter aderire alla definizione agevolata. Ci sarà poi un altro passaggio: il singolo ente locale dovrà scegliere se aderire o no al meccanismo, perché la misura non partirebbe in modo obbligatorio ovunque. Tradotto: due contribuenti con debiti simili potrebbero trovarsi in situazioni diverse a seconda del Comune e di come quel credito è stato riscosso. Resterebbero quindi esclusi, almeno stando all’impianto emerso finora, i carichi non iscritti a ruolo presso Ader, quelli affidati fuori dal periodo 2000-2023 e quelli relativi a enti che decideranno di non aderire. Prima di fare i conti o aspettarsi sconti, per i cittadini la verifica più utile è una sola: capire chi sta riscuotendo quella cartella e da quando.








