Quando arriva il momento di presentare il modello 730, una delle prime domande riguarda il costo del servizio, perché tra CAF, commercialisti e modalità online le differenze possono essere più ampie di quanto si pensi.
Nel 2026 il prezzo del modello 730 non è fisso e dipende da diversi fattori concreti. Il dato più diffuso parla di una media tra 50 e 70 euro, ma nella pratica le cifre possono scendere oppure salire in modo evidente a seconda della situazione personale.
Quanto si paga per un 730 semplice
Per chi ha una situazione lineare, con una sola Certificazione Unica e poche spese da inserire, il costo resta generalmente contenuto. In questi casi si può partire da circa 30 euro, arrivando fino a 60 euro nelle strutture più diffuse.
È la fascia più bassa, quella che riguarda contribuenti con pochi documenti da controllare e una dichiarazione senza particolari complessità. Il tempo necessario per la gestione è ridotto e questo incide direttamente sul prezzo finale.
Quando il costo sale
La situazione cambia quando la dichiarazione diventa più articolata. Un 730 congiunto, ad esempio, richiede la gestione dei dati di due persone, con un aumento del lavoro e quindi della tariffa.
Ancora più evidente è il caso delle pratiche complesse, dove entrano in gioco più redditi, spese detraibili numerose o situazioni particolari come investimenti all’estero. In questi casi il costo può arrivare fino a 100 o 120 euro.
Non si tratta di eccezioni rare, ma di situazioni piuttosto comuni, soprattutto per chi ha più fonti di reddito o vuole recuperare detrazioni specifiche.
CAF, commercialista o servizio online
Un altro elemento che incide è la scelta del canale. Rivolgersi a un CAF o a un professionista comporta costi simili, ma con differenze legate alla struttura e ai servizi inclusi.
La modalità online, invece, parte spesso da cifre più basse, intorno ai 40 euro. Anche in questo caso, però, il prezzo iniziale può aumentare se la pratica richiede verifiche aggiuntive o controlli più approfonditi.
Non è quindi solo una questione di dove si presenta la dichiarazione, ma di quanto lavoro richiede.
Il peso di documenti e detrazioni
Uno degli aspetti che incide maggiormente è la quantità di documentazione. Più aumentano ricevute, certificazioni e spese da inserire, più il lavoro diventa complesso.
Spese sanitarie, mutui, bonus edilizi o altri oneri fiscali richiedono controlli puntuali. Questo si traduce in un aumento del tempo necessario e, di conseguenza, del costo finale.
Anche l’iscrizione a un sindacato può fare la differenza, perché spesso gli associati beneficiano di tariffe più basse rispetto a chi si rivolge al servizio senza convenzioni.
Quando il 730 è gratuito
Esiste comunque una possibilità per evitare qualsiasi spesa: il 730 precompilato inviato in autonomia. In questo caso il servizio è completamente gratuito e gestito direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
La situazione cambia nel momento in cui si decide di affidare anche il precompilato a un CAF o a un professionista. Anche se i dati sono già disponibili, resta un’attività di controllo e assistenza che viene pagata.
Alla fine, il costo del 730 non è mai una cifra uguale per tutti, ma il risultato di una serie di scelte e condizioni personali. Ed è proprio questo che rende difficile fare una previsione precisa, perché ogni dichiarazione racconta una storia diversa, fatta di documenti, esigenze e livello di assistenza richiesto.








