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Rottamazione Imu, Tari e multe: come aderire e cosa cambia con il via libera del Mef

Rottamazione Imu, Tari e multe: come aderire e cosa cambia con il via libera del Mef
Rottamazione Imu, Tari e multe: come aderire e cosa cambia con il via libera del Mef

La rottamazione di Imu, Tari e multe entra in un passaggio decisivo. Il Ministero dell’Economia ha dato il via libera agli emendamenti al decreto fiscale che allargano la definizione agevolata anche ai debiti locali: Imu, Tari, imposta di soggiorno e multe stradali. Per i cittadini, però, il punto è sempre lo stesso: quali somme si potranno davvero chiudere, quanto si risparmia e da quando si potrà fare domanda.

I debiti locali che possono rientrare nella definizione agevolata

Il perimetro è ampio, ma non scatta in automatico. La rottamazione potrebbe riguardare i crediti affidati da Comuni e altri enti locali all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Dentro ci sono i principali tributi comunali non pagati: Imu, Tari, Tasi dove presente nei vecchi carichi, ma anche imposta di soggiorno, canoni per l’occupazione di suolo pubblico, vecchie entrate patrimoniali e altri pagamenti legati ai servizi locali. C’è però un punto da tenere ben fermo, perché nella pratica cambia tutto: non tutti i debiti con il Comune saranno rottamabili, ma solo quelli già affidati formalmente ad Ader. Chi ha una pendenza ancora gestita direttamente dall’ente, oppure da un concessionario diverso, dovrà controllare caso per caso. La novità vera sta proprio qui: finora ogni Comune poteva andare per conto suo, con regole diverse. Il nuovo schema prova invece a mettere ordine su modalità, tempi e benefici, almeno per gli enti che decideranno di aderire.

Come si paga meno: sanzioni, interessi e il caso delle multe

La logica è quella già vista nelle rottamazioni nazionali. Il contribuente paga il capitale dovuto e le spese di notifica o di procedura, ma si libera di una parte pesante degli extra accumulati negli anni. Per i tributi locali, il vantaggio sta soprattutto nell’azzeramento di sanzioni e interessi, che spesso sono la voce che fa lievitare un arretrato fino a renderlo difficile da chiudere. Se, per esempio, una vecchia Tari o un’imposta municipale sono rimaste ferme a lungo, la definizione agevolata consente di saldare senza il peso della mora accumulata nel tempo. Sulle multe stradali, però, il meccanismo cambia e va letto bene: la sanzione principale resta da pagare, mentre saltano interessi, maggiorazioni e altri oneri accessori. In concreto, chi ha preso anni fa una multa per sosta vietata o per ingresso in Ztl non vedrà cancellato il verbale, ma potrà ridurre in modo netto la somma finale. È questo il punto più concreto della misura: il debito non sparisce, ma può diventare più sostenibile, soprattutto per chi si trascina pendenze vecchie e difficili da ricostruire.

Le date da tenere d’occhio e il nodo dei Comuni

Il via libera del Mef da solo non basta a far partire tutto. Il decreto fiscale deve essere approvato in via definitiva e, anche dopo il passaggio parlamentare, serviranno le istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Per la rottamazione quinquies statale resta fissata al 30 aprile 2026 la scadenza per presentare la domanda, con pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio oppure a rate, fino a un massimo di 54 versamenti bimestrali. Per Imu, Tari e multe locali, invece, il calendario dipenderà dalla scelta dei singoli enti. I Comuni non saranno obbligati ad aderire: dovranno comunicare l’eventuale partecipazione entro il 30 settembre 2026 e solo allora si capirà davvero dove la definizione agevolata sarà disponibile e su quali carichi. Per i cittadini il punto è semplice: non basta sapere di avere un vecchio debito comunale. Bisognerà verificare se quel debito è stato affidato ad Ader e se il proprio Comune avrà deciso di entrare nel meccanismo. La partita, insomma, è aperta ma non ancora chiusa. E nelle prossime settimane saranno proprio i dettagli operativi a decidere se questa resterà solo una misura interessante sulla carta oppure una possibilità concreta per alleggerire cartelle che pesano da anni sui bilanci familiari.